La vision che ha spinto me e Matteo a fondare Leva è questa: progettare un futuro in cui la tecnologia è utilizzata per migliorare la vita dell’uomo.

Oggi viviamo sicuramente in un momento favorevole per riuscirci: gli sviluppi in campo IoT e oggetti connessi sono strabilianti e lo saranno sempre di più. Ci sono miriadi di componenti prodotti in serie che si possono usare e integrare nella vita quotidiana. Utilizzi un home assistant? O una lampadina smart? Ti sarai accorto che qualsiasi oggetto intelligente e connesso ha un bell’impatto sulle tue abitudini.

Fino a un anno fa, entrare in casa e chiedere a Google Home di preparare la cena e di avviare la tua serie preferita su Netflix era fantascienza. Oggi per molti è una routine. Io ad esempio utilizzo Google Home, uno smart cooker Anova, lampadine Lifx, una Chromecast connessa al proiettore.

Eppure siamo ancora agli albori e in molti settori si stanno muovendo solo i primi passi. Quindi non pensare ai limiti del riconoscimento vocale, ma concentrati sulle nuove opportunità, sui nuovi scenari che si possono aprire.

 

La tecnologia al servizio della sostenibilità

Un tema molto attuale legato all’IoT è quello delle smart city: il sogno di vivere in una città che migliora la nostra qualità della vita grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, che si integrano tra loro in modo sistemico.

In parallelo si parla tanto di smart mobility, perché muoversi in città è spesso difficile, frustrante e poco sostenibile.

C’è stato un forte ritorno alla bicicletta ma, per quanto sia un sostenitore di questo mezzo ecologico e salutare, da ingegnere mi chiedo: la bicicletta? È questa è la mia idea di futuro? Muovermi con un mezzo inventato alla fine del ‘700?

Volevo un mezzo ecologico, agile e divertente: con un investimento contenuto mi sono costruito uno skateboard elettrico, e adesso posso sfrecciare nel traffico fino ai 50 km/h, senza produrre emissioni o rumore.

Ora sto lavorando alla versione 2, con sistema di trazione basato su doppia turbina.

Con €10-15K mi potrei costruire addirittura un hoverboard volante, ma non credo che il Codice della Strada sia ancora pronto!

Battute a parte, la sostenibilità è un tema critico. Quando pensi alla città intelligente devi pensare a un sistema di connessioni, un vero e proprio organismo: e un organismo che non è sostenibile è destinato a morire.

Il passaggio dall’economia di possesso all’economia di servizio sta già contribuendo positivamente alla problematica ambientale e paesaggistica. Considera che un’auto rimane parcheggiata il 90% del tempo, in media, occupando metri quadrati inutilmente. Se avessimo meno auto, avremmo più spazio per i cittadini. E come dimostra la densità degli edifici nelle grandi metropoli, lo spazio è una risorsa preziosa.

Vista dall'alto auto parcheggiate

MiMoto, un esempio di smart mobility

In Leva ci è capitato più volte di confrontarci con il tema della città intelligente. L’anno scorso abbiamo contribuito allo sviluppo del nostro Paese lavorando alla realizzazione di MiMoto, il primo servizio di scooter sharing elettrico in Italia. Si tratta di un progetto concreto, che risolve problemi locali e che ci ha offerto diverse sfide da affrontare.

A maggio del 2017 il team di MiMoto ci ha chiesto di sviluppare la tecnologia necessaria per erogare un servizio di scooter sharing elettrico e free floating. Prevedevano di partire a fine settembre: appena 4 mesi di sviluppo! Molte società più grandi e strutturate di noi avevano rifiutato l’incarico, considerando l’impresa impossibile. Noi invece per le sfide abbiamo un debole!

Ecco come abbiamo realizzato un servizio di questo tipo in così poco tempo, partendo dal presupposto che un sistema di trasporto destinato al pubblico doveva essere affidabile, fluido nell’interazione utente, piacevole da utilizzare e conforme alle normative vigenti.

Gli aspetti che abbiamo considerato nello sviluppo sono stati:

  •   La startup
  •   Il veicolo
  •   Il supporto della pubblica amministrazione
  •   Il sistema software per la gestione del servizio
  •   Il sistema hardware per il controllo del veicolo

Per velocizzare i tempi di uscita sul mercato, MiMoto ha scelto di utilizzare un sistema di software as a service, ossia un’infrastruttura già funzionante, e di concentrare i propri investimenti nel sistema di controllo del veicolo, il vero valore aggiunto che offre la startup.

Non esistevano scooter compatibili con l’utenza di Milano (dove era previsto il lancio) e già pronti per un servizio di sharing. Siamo quindi partiti da zero con un veicolo elettrico Italiano, lo scooter Eva di Askool, sviluppando l’hardware necessario per renderlo un veicolo connesso e controllabile da remoto.

Il team di Leva con il team di MiMoto

Il primo passo è stata l’analisi: del veicolo, delle potenzialità della piattaforma software scelta, dei bisogni degli utenti. Date le tempistiche stringenti, abbiamo iniziato da subito a lavorare su più fronti contemporaneamente. È stato come coltivare un albero con più rami che crescono in parallelo: l’abilità del buon progettista, del buon ingegnere, sta nell’individuare tempestivamente i rami morti per potarli e concentrarsi sulla crescita di quelli più promettenti.

Tutto ciò mentre i requisiti del progetto cambiavano in corso d’opera. Oggi siamo infatti ben lontani dalle metodologie waterfall in cui il progetto viene diviso in fasi “a compartimenti stagni”. Innovare significa essere flessibili.

Utilizzando un prototipo durante l’estate, abbiamo testato varie soluzioni per arrivare a quella definitiva, che ha superato le prove omologative e veicolari ed è stata prodotta e assemblata in meno di due settimane. L’utilizzo di tecnologie di rapid prototyping e l’iterazione continua con il cliente, oltre alla forte passione che ci spinge ogni giorno, ci hanno permesso di sviluppare una board che avvia il noleggio del veicolo in 1,2 secondi dal momento in cui l’utente fa tap sull’apposito bottone sul suo telefono.

La board permette anche il monitoraggio 24/7 grazie a differenti tecnologie di posizionamento e radio: in questo modo si scongiurano i furti (nella prima settimana dal lancio ci sono stati 3 tentativi, tutti prontamente sventati).

Lavoro sulla board di MiMoto

I nostri sforzi sono stati ripagati dal grande e immediato successo di MiMoto, che ha subito superato le aspettative degli investitori. Nonostante fossero molti i detrattori che consideravano impossibile realizzare di un sistema simile in soli quattro mesi, MiMoto ha presto inondato Milano con i suoi scooter gialli, contribuendo a migliorare la sostenibilità ambientale e la vita dei cittadini.

Questo, secondo me, è quello che deve fare ognuno di noi per essere uno smart citizen: dobbiamo dare il nostro contributo, perché il futuro ci appartiene. Qualunque sia il tuo lavoro, o il tuo corso di studi, le tue competenze sono una risorsa: trova il modo di esprimerle e vivi l’innovazione da protagonista.

Prova, sperimenta. Per progettare il futuro, dobbiamo vivere al limite del presente.

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